GARDENING THE TRASH
Milan Design Week 2017

04 aprile 2017
Bonotto azienda storica di riferimento nel mondo del creative textile, crea un nuovo percorso con Miniwiz, leader mondiale nella tecnologia del riciclaggio post-consumer, presentando Gardening the Trash al Fuorisalone 2017, sotto la direzione artistica di Cristiano Seganfreddo.
Un secolo di storia della più sofisticata produzione per il mondo della moda incontra la reingegnerizzazione dei rifiuti: Bonotto, il cui know-how riguarda tutto quello che c’è da sapere sulla tessitura di prodotti di lusso, si allea con Miniwiz, leader globale nella tecnologia dell’upcycling: insieme, gettano un primo sguardo su quelli che saranno i tessuti nella moda del futuro.
“Gardening the Trash è un intenso dialogo progettuale tra due grandi aziende, basate tra Europa e Asia, che fondono tecnologia, innovazione e tradizione” – spiega il direttore artistico Cristiano Seganfreddo – “Con una visione unica: rivoluzionare la fashion industry, creando tessuti ad alto contenuto estetico e tecnico, prodotti solo da materiali di scarto. Il bello è anche buono. Questo deve essere il nuovo standard per il mercato.”
Obiettivo di Gardening the Trash è utilizzare l’ingegno umano per modificare la natura, come è sempre avvenuto fin dall’inizio dei tempi. Ora che i rifiuti che abbiamo creato sono divenuti un tutt’uno con i nostri corsi d’acqua, con l’aria che respiriamo e con la nostra terra, vogliamo coltivarli e raccoglierne i frutti. Con ogni boccata d’aria fresca inaliamo molecole che in precedenza erano all’interno del nostro corpo.
Ci proponiamo di produrre nello stesso modo e offrire prodotti d’eccellenza ricavati da ciò che è stato già consumato.
E come sostiene Arthur Huang, fondatore e CEO di Miniwiz: “Iniziamo “coltivando i nostri rifiuti” con la tecnologia post-consumer e il puro e semplice ingegno umano.”
“Gli arazzi Bonotto presenti all’interno di Gardening the Trash sono un’escursione attraverso la storia delle pitture di giardini” dice il direttore creativo dell’omonima azienda, Giovanni Bonotto.
Dall’ingresso nel fiabesco giardino giapponese di via Durini allestito con un sapiente gioco di luci, si arriva ad un primo arazzo che crea un pattern mimetico orizzontale in cui i semplici tondi diventano vere e proprie inflorescenze. Nel secondo arazzo all’interno dello spazio, una visione al microscopio panoramico della giungla in cui i fiori diventano animali vivi e vividi che si deformano e sfondano il primo piano, producendo un senso di spostamento dal giardino al dipinto del giardino.
I due arazzi a parete propongono delle inflorescenze e delle liane che sono modificabili al calore, diventando dettagli vivi e interattivi, con l’intenzione di creare un nuovo concetto di arazzo, capace di interagire con i fruitori del luogo e modificabile a seconda dei climi dell’umore umano, attraverso semplici strumenti.
L’obiettivo di Gardening The Trash è portare il settore del fashion di lusso all’interno dell’economia circolare, in cui nulla viene buttato e tutto è possibile. Il vantaggio, tuttavia, non è solo a favore dell’ambiente, ma un viaggio attraverso materiali dalle caratteristiche inedite, in grado di offrire MAGGIORE competitività e un prodotto di MAGGIORE lusso per il cliente. Usando l’intelletto per imparare dalla natura come gestire le materie a disposizione in un flusso ininterrotto di creazione e ri-creazione: in questo modo i vecchi tessuti diventano una nuova risorsa, mentre le vecchie risorse possono essere conservate affinché sia possibile beneficiare di tutto nel migliore dei modi possibili.

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